Vittorio Messori, il ricordo del Gran Maestro

Carissimi Cavalieri, Carissime Dame, Carissimi Oblati e Novizi,

Carissimi Scouts,

questo Sabato Santo ci accoglie con una notizia assai triste, quella della morte di Vittorio Messori.

Vittorio Messori è stato uno dei più grandi scrittori cattolici della seconda metà del XX secolo e di questo primo scorcio del XXI.

Sui suoi libri, sulla sua difesa determinata, forte e appassionata ma sempre pacata e soprattutto ragionata e documentata della Fede, espressa in maniera chiara in tanti libri (penso a Inchiesta sul Cristianesimo, a Rapporto sulla fede – l’intervista all’allora cardinale Ratzinger – a Indagine su Gesù, Patì sotto Ponzio Pilato, Dicono che è risorto, Inchiesta su Maria, Pensare la storia …), generazioni di uomini e donne hanno scoperto la fede o riscoperto le ragioni di essa o formato la robustezza di essa.

Anche nel nostro Ordine, l’attenta lettura e lo studio dei suoi libri sono astate e sono tuttora ritenute parte del percorso formativo.

Per questo è doverosa l’espressione della nostra riconoscenza verso questo grande apologeta e con essa la generosità del nostro suffragio.

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Mi sia concesso un ricordo personale.

Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Vittorio Messori, grazie ad una provvidenziale coincidenza.

Il 17 settembre del 2011 lo scrittore era giunto a Staggia Senese per una conferenza organizzata dal Circolo Culturale «Il Timone» e aveva espresso il desiderio di conoscere la figura di san Galgano.

Il giorno successivo fu dunque mio ospite a Chiusdino e da me e dall’amico Alessio Tommasi Baldi, fu accompagnato alla scoperta della figura di questo santo cavaliere eremita, con la visita all’eremo di Montesiepi, dove assistemmo alla Messa, e alla grande abbazia.

In quell’occasione ci regalammo dei libri: gli donai il mio La spada e la roccia e lui ricambiò con il suo Perché credo: Una vita per rendere ragione della fede, con un’affettuosa dedica e accettò di autografare quei suoi libri che avevo già nella mia biblioteca privata.

Negli anni successivi restammo in contatto, ancorché soltanto per lo scambio degli auguri natalizi o pasquali, ma quella visita, la sua conoscenza, il confronto su tanti temi, dalle più profonde ragioni della fede, alla condivisa visione della situazione della Chiesa, le sue parole piene di calorosa speranza, occupano un posto indelebile nel mio cuore.

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Il Signore ha chiamato a sé il Suo servo in questo giorno di silenzio che segue il grande dramma della passione e della morte del Signore ma già anticipa la luce e gloria della risurrezione.

Credo che Vittorio Messori avrebbe potuto dire, con san Paolo: «Ho terminato la corsa, ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede».

Preghiamo perché il «giusto giudice» consegni l’agognata e meritata «corona di gloria» al questo Suo servo buono e fedele, lo accolga in Paradiso, premio riservato a coloro che hanno bene operato.

Dal Castello della Magione in Poggibonsi, 4 aprile 2026, Sabato Santo.

Dom. Andrea Conti

Gran Maestro