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SOMMO PONTEFICE

Vaticano/ Il Papa accusa:

11/06/2013

 

Vaticano/ Il Papa accusa: "In Vaticano c'è una lobby gay"
Martedì, 11 giugno 2013 - 19:00:00
di Antonino D'Anna

 

In Vaticano c'è una lobby gay, ci sono santi ma anche corrotti e c'è da preoccuparsi a proposito di un movimento “restauratore” all'interno della Chiesa. Parola di Sua Santità l'attuale Pontefice, Francesco, secondo quanto avrebbe detto parlando a ruota liberto con alcuni esponenti di rango della Conferenza dei Religiosi Latinoamericani (CLAR). Il resoconto è stato pubblicato in questi giorni dal sito cileno Reflexion y liberacion e ripreso sul suo sito dal vaticanista americano John Thavis. Thavis non è uno qualunque, visto che dagli anni '80 al 2012 ha lavorato per il Catholic News Service all'ombra del Cupolone.

 

IL DIALOGO- La conversazione è del 6 giugno scorso, a quanto scrive Thavis, e così riassume i fatti. Quel giorno in Vaticano il Papa riceve tutto il board di presidenza (così afferma anche il sito conservatore Rorate Coeli) della CLAR (precisamente: Confederazione Latinoamericana e Caraibica dei Religiosi e delle Religiose - Confederación Latinoamericana y Caribeña de Religiosos y Religiosas). La conversazione, riferisce Reflexion y liberacion, dice che si svolge “messi tutti in circolo, tra eguali, come nelle prime comunità fondate da Gesù... in un ambiente di confidenza e semplicità, Francesco invitò i leaders della CLAR a non aver paura di continuare a portare avanti la loro misisone fino ai limiti estremi e le frontiere... 'Coraggio! Avanzate verso nuovi orizzonti! Non abbiate paura di correre rischi andando dai poveri e le nuove categorie che emergono nel continente', ha detto Papa Bergoglio”. Si sta parlando – osserva Thavis – probabilmente della controversia tra il Vaticano e le suore americane progressiste della LCWR di cui Affaritaliani ha scritto più volte, e il Papa commenta, a proposito del rapporto tra la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) e gli ordini religiosi: “Loro faranno errori, faranno confusione, ma passerà! Forse anche a voi arriverà una lettera della CDF, dicendovi che avete detto questo e quello... ma non preoccupatevi. Spiegate quello che avete da spiegare, ma andate avanti... aprite le porti, fate qualcosa qui dove la vita chiama. Preferisco una Chiesa che sbaglia perché fa qualcosa anziché una che si ammala perché di richiude su se stessa...”.

 

“IN CURIA C'E' UNA LOBBY GAY”- Il Papa parla a ruota libera, e qualcuno tra i presenti evidentemente prende nota. Ecco allora che a Bergoglio viene fatto presente quanto sia difficile “fari carico della Curia Romana, e della Commissione cardinalizia che lo aiuterà. E il Papa risponde: “Sì... è difficile. In Curia ci sono persone sante, lo dico davvero, c'è della gente santa. Ma c'è anche una corrente fatta di corruzione, c'è di certo, è la verità... Si parla di una 'lobby gay', ed è vero, sta qui... bisogna vedere che cosa possiamo fare”. Francesco ammette che la riforma della Curia è un lavoro duro, e che già in Conclave ci sono state richieste da parte di quasi tutti i cardinali perché si procedesse alla riforma: “Anch'io l'ho chiesta. Non posso farla da solo, questi temi di gestione... sono molto impreparato (desorganizado), non sono mai stato bravo in questo. Ma i cardinali della commissione continuano a portarla avanti. Qui c'è Rodriguez Maradiaga, che è latinoamericano e guida i lavori, c'è Errazuriz, sono molto ordinati. Anche quello di Monaco è molto ordinato. Saranno loro a portarla avanti”.

 

“PREGATE PER ME”- Il Papa appare sereno, ricorda il Paolo VI dei suoi diari privati che si faceva coraggio appena eletto in quel lontano giugno del 1963. E infatti il Papa dice: “Pregate per me... perché sbagli il meno possibile”. E ancora, sulla sua elezione: “Non ho perso la serenità in alcun momento, lo sapete? Questo non è da me, io sono uno che che si preoccupa, s'innervosisce... invece non ho perso la serenità in alcun momento. Questo mi conferma che questo è opera di Dio...”. Anche sul suo stile di vita il nuovo Pontefice è chiaro: “Questi gesti... non sono venuti da me. Non mi sono capitati. Non è che io avevo un piano, né che ne abbia fatto uno dal momento che mi hanno eletto. Lo faccio perché ho sentito che era quello che il Signore desiderava. Però questi gesti non sono miei, c'è un Altro qui... questo mi dà fiducia”. Il Papa ironizza quasi sul suo destino: “Ero appena arrivato con i vestiti, li lavo di notte, e all'improvviso questo... (l'elezione, N.d.R.)! Ma se io non avevo alcuna chance! Guardate che per gli scommettitori di Londra ero al 44° posto, certo è che chi ha scommesso su di me ha guadagnato un mare di soldi, chiaro! Questo non viene da me...”.

 

IL VANGELO, REGOLA DELLA CHIESA. IL VANGELO DEI POVERI- Il Papa parla anche dell'aborto, probabilmente accenna alla proposta cilena di legalizzazione dell'aborto (nel 2012 il Congresso locale aveva bocciato un analogo disegno di legge). E dice: “L'aborto è cattivo, ma questo è chiaro. Però che cosa c'è dietro l'approvazione di questa legge, quali interessi vi stanno dietro... sono a volte le condizioni che pongono i grandi gruppi per concedere finanziamenti in denaro, lo sapete? Bisogna andare alle cause, noi non possiamo tenere presenti solo i sintomi. Non abbiate paura di denunciarlo... ve la passerete male, avrete dei problemi, ma non abbiate paura di denunciarlo, questa è la profezia della vita religiosa...”.

 

LE CORRENTI PERICOLOSE- Sempre in tema di Chiesa, il Papa dice di avere “due preoccupazioni. Una è una corrente pelagiana che in questo momento si trova nella Chiesa. Ci sono alcuni gruppi restauratori. Ne conosco alcuni, mi è toccato riceverli a Buenso Aires. E uno sente che c'è come tornare 60 anni indietro! Prima del Concilio... uno si sente nel 1940...”. Precisiamo che il punto esclamativo è segno dell'esclamazione del Papa, non è una nostra aggiunta. E Bergoglio continua: “Un aneddoto, solo per dimostrarlo, non è per ridere, l'ho presa con rispetto, ma mi preoccupa; quando mi hanno eletto ho ricevuto una lettera di uno di questi gruppi e mi dicevano: 'Santità, le offriamo questo tesoro spirituale; 3.525 rosari'. Perché non dicono preghiamo per lei, chiediamo... invece questa cosa di segnalare il numero di preghiere... e questi gruppi tornano a pratiche e discipline che ho vissuto – voi no, perché nessuno è vecchio – a discipline, cose che in quel momento si vivevano, ma che ora non ci sono più...”.

 

PAURA GNOSTICA- La seconda corrente che il Papa teme è: “Una corrente gnostica. Questi panteismi... le due (quella espressa prima e questa, N.d.R.) sono correnti di elite, ma questa è di un'elite più formata... ho saputo di una superiore generale che incoraggiava le sorelle della sua congregazione a non pregare al mattino, ma semmai a fare un bagno spirituale nel cosmo, cose così... Mi preoccupano perché cancellano l'Incarnazione! E il Figlio di Dio si è fatto carne nostra, il Verbo si è fatto carne, e in America Latina abbiamo carne fino al tetto (cioè: ne abbiamo tantissima, abbiamo tantissimi fedeli N.d.R.). Ciò che accade ai poveri, i dolori, questa è la nostra carne...”. E questa, se i lettori permettono, è una splendida manifestazione di fede che si fa poesia. La cura? Bergoglio dice: “Il Vangelo. Il Vangelo non è la regola vecchia, né tantomeno è panteismo. Se guardate alle periferie: gli indigenti... i drogati! La tratta delle persone... Questo è il Vangelo. I poveri sono il Vangelo”.

 

I PRETI E I SOLDI- Se il Vangelo è rappresentato dai poveri, Francesco ha infine un altro problema, quello dei soldi, e probabilmente non solo in America Latina. O meglio: “C'è altro che mi preoccupa, sebbene non sappia come leggerlo. Ci sono congregazioni religiose, gruppi molto, molto piccoli, di poche persone, persone anziane... non hanno vocazione, che io sappia, lo Spirito Santo non vuole che continuino, chissà forse hanno compiuto già la loro missione nella Chiesa, non lo so... ma stanno qui, aggrappati ai loro edifici, aggrappati al denaro... io non so perché accada questo, non so come interpretarlo. Però vi chiedo che vi preoccupiate di questi gruppi... il maneggio del denaro... è anche qualcosa che deve essere oggetto di riflessione”. E invita quelli del CLAR ad approfittare di: “Questo momento che viviamo nella Congregazione per la Vita Consacrata... è un momento di luce... Approfittatene. Il prefetto (il cardinale Joao Braz de Aviz, N.d.R.) è buono. E il Segretario (l'arcivescovo francescano Rodriguez Carballo, N.d.R.), che è stato 'lobbyato' (diciamo: il Papa scherza, e dice che monsignor Carballo è lì per un'azione di lobbying dei latinos, N.d.R) per voi! No, davvero, essendo il presidente dell'USG (Unione dei Superiori Generali, N.d.R.), logico che fosse lui! Chi meglio di lui...”. E ancora: “Mettete tutto il vostro impegno nel dialogo con i Vescovi. Col CELAM (le Conferenze Episcopali Latinoamericane, N.d.R.), le conferenze episcopali nazionali... so che ci sono alcuni che hanno altre idee della comunione, però... parlate, conversate con loro, diteglielo...”.

 

PADRE LOMBARDI TACE- E torniamo all'americano Thavis. Che, letto il resoconto cileno, ha contattato immediatamente padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. Domanda: è vero o no questo testo? Risposta: “L'incontro del Santo Padre con la presidenza del CLAR è stato di natura privata. Pertanto non ho dichiarazioni da fare sullo svolgimento o sul contenuto della conversazione”. Certo, il testo è ellittico e probabilmente il Papa ha anche detto altre cose che non sono state riportate. Ma è condivisibile l'osservazione di Thavis: se il resoconto avesse contenuto o messo in bocca a Bergoglio affermazioni false o non verificabili, padre Lombardi sarebbe intervenuto. E invece...

Fonti consultate:

http://www.johnthavis.com/pope-francis-on-corruption-gay-lobby-in-roman-curia#.UbdJJRbIbHp http://www.reflexionyliberacion.cl/articulo/2729/papa-francisco-dialoga-como-un-hermano-mas-con-la-clar.html

 

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