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Home page » Notizie » SENZA IL PADRE NON C'E' PIU' STORIA

ATTUALITA'

SENZA IL PADRE NON C'E' PIU' STORIA

21/12/2014

 
21/12/2014 Stefano Zecchi

 

 

Il primo teatro della nostra vita, il più importante, è la famiglia. Sulla sua scena nasciamo, cresciamo. Ognuno è protagonista con un proprio ruolo, e la recita dovrebbe rispettare le parti. Il condizionale è d’obbligo, non per prudenza, ma perché ormai quel teatro è in una totale anarchia.

Semplicemente, non si crede al valore della famiglia: una cultura, non una fatalità, ha minato il significato che essa possiede nella nostra società come fondamentale istituzione educativa. L’aggressione contro di essa si sviluppa da fronti diversi, ma l’attacco più distruttivo viene portato con la demolizione della figura del padre. Distruggi il padre, sfasci la famiglia.

Il padre-padrone è scomparso, e di questo ci possiamo rallegrare. Però adesso si fa il padre navigando a vista, senza punti di riferimento né alla tradizione, né al vissuto personale, sempre inadeguato alla realtà attuale. Perno della famiglia rimane la madre, e solo lei può lasciare al marito lo spazio per fare il padre, cedendo il suo naturale potere. Spesso questo spazio non viene dato, e allora il padre non può neppure sognarsi di competere con la moglie. Spesso questo spazio, se lasciato, non viene occupato dal padre, perché per mille motivi non ne comprende il significato, preso com’è dal suo lavoro, dal suo egoismo o stupidità.

Così ci troviamo una società mammizzata, dominata da sentimentalismi ed emozioni deboli, in cui è assente la figura che apre al mondo, che aiuta i figli a sfidare la realtà e a non restare sotto il protettivo ombrello materno che impedisce di alzare lo sguardo al cielo e vedere la bellezza dell’universo. In questo teatro crescono figli fragili, perché se togli dalla scena il padre, togli la storia. Il padre è la storia, è radice, e sono le radici che fanno crescere la famiglia. Che società, allora, possiamo avere?

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