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VITA DELL'ORDINE

SAN GIOVANNI APOSTOLO ED EVANGELISTA

27/12/2011

Oggi è la festa del Patrono principale della Milizia del Tempio e titolare della Chiesa Magistrale "San Giovanni In Jerusalem" nel Castello della Magione di Poggibonsi. Questa sera alle ore 18,00 verrà celebrata la S. Messa solenne alla quale seguirà la Benedizione del vino nuovo in onore di San Giovanni. Il Santo Padre concede il dono dell'Indulgenza Plenaria ai fedeli cattolici che oggi visiteranno la Chiesa Magistrale e ai Cavalieri della Milizia del Tempio che rinnoveranno la loro fedeltà alla Regola e alle Costituzioni ovunque si trovino (senza necessariamente la visita alla Chiesa) aggiungendo solo una preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice (Rescritto della S. Penitenzieria Apostolica del 13 Settembre 1989).

Giovanni è il più giovane e longevo degli Apostoli, il discepolo più presente nella vita di Gesù e l’autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse, l’unica opera profetica del Nuovo Testamento. Giovanni era originario della Galilea, forse di Betsaida Iulia sul lago di Tiberiade, figlio di Zebedeo e Salome e fratello di Giacomo il maggiore; la madre era nel gruppo di donne che assistevano e seguivano Gesù sul Calvario e il padre aveva una piccola impresa di pesca sul lago di Tiberiade. Nonostante venisse da una famiglia benestante non frequentò mai scuole rabbiniche e veniva considerato da alcuni un “incolto”. Giovanni fu il primo Apostolo in ordine di tempo conosciuto da Gesù e l’ultimo degli Apostoli viventi con cui si conclude la missione Apostolica. Fu Gesù stesso che convinse lui e il fratello Giacomo a seguirlo mentre erano intenti a rammendare le reti. Da allora ebbe un ruolo di spicco nelle vicende evangeliche e fu prediletto da Gesù e da Pietro suo compaesano, segue il Signore in molte vicende importanti come quando risuscitò la figlia di Giairo, nella Trasfigurazione sul Monte Tabor e nell’agonia del Getsemani.

Insieme a Pietro preparò la celebre cena ed ebbe l’onore di sedere alla destra del Signore, fu lui a chiedere a Gesù il nome del traditore e fu l’unico degli Apostoli presente ai piedi della croce insieme a Maria afflitta, avendola Gesù stesso affidata a lui. Insieme a Pietro fu il primo a ricevere l’annuncio del sepolcro vuoto da parte delle donne e fu il primo ad arrivarvi, ma per rispetto diede a Pietro l’onore di entrare, vide a terra i panni in cui era avvolto Gesù e fu il primo a credere nella Risurrezione. Giovanni, poi è sempre presente nelle successive apparizioni ed è lui a riconoscerlo durante la pesca miracolosa sul lago di Tiberiade, assiste inoltre al conferimento del primato a Pietro. Insieme a Pietro viene più volte arrestato dal sinedrio e flagellato, poi viene inviato in Samaria a consolidare la fede già diffusa da Filippo. Nell’anno 53 San Paolo lo qualificò come colonna della nascente Chiesa. Nel 42 il fratello Giacomo fu decapitato da Erode Agrippa I, protomartire tra gli Apostoli. Lasciata Gerusalemme già prima del 57 si recò in Asia minore reggendo la Chiesa di Efeso.

Adempì la profezia di Gesù imitandolo nella passione, anche se non subì il martirio fu perseguitato dalla terribile persecuzione di Domiziano, (51-96) che venuto a conoscenza della fama dell’Apostolo lo convocò a Roma e imprigionatolo, le fece rasare i capelli per segno di scherno e fu immerso nell’olio bollente; Giovanni ne uscì incolume miracolosamente. Fu, quindi esiliato a Patmos(arcipelago delle Sporadi), dopo la morte di Domiziano salì al trono Nerva(96-98), più tollerante verso i Cristiani. Giovanni, perciò finito l’esilio tornò ad Efeso dove continuò ad esortare i fedeli all’amore fraterno. Morì ultracentenario nel 104, cosicchè il più giovane degli Apostoli, celibe e vergine portò la parola di Dio tra i Cristiani del II secolo. Di carattere caldo e impetuoso, fu soprannominato “figlio del tuono”.

Sulla sua tomba ad Efeso, nel V secolo sorse una magnifica basilica e scritti antichissimi gli attribuiscono svariati prodigi. Fu teologo altissimo e storico scrupoloso, sottolineando accuratamente l’umanità di Cristo in molti episodi in cui risalta l’aspetto più umano del Signore. L’Apocalisse, invece, denso di simbolismi è stato spesso considerato un infausto oracolo sulla fine del mondo, invece è un concreto messaggio di speranza e di fede per le Chiese colpite dalla persecuzione.

Emanuele

[Fonte Santiebeati.it]


 

VANGELO SECONDO GIOVANNI

 

1 In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio e il Verbo era Dio
1 In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum.

2 Egli era, in principio, con Dio:
2 Hoc erat in principio apud Deum.

3 tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla di ciò che esiste è stato fatto.
3 Omnia per ipsum facta sunt, et sine ipso factum est nihil; quod factum est

4 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
4 in ipso vita erat, et vita erat lux hominum,

5 la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta.
5 et lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt.
6 Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
6 Fuit homo missus a Deo, cui nomen erat Johannes;
7 Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui
7 hic venit in testimonium, ut testimonium perhiberet de lumine, ut omnes crederent per illum.

8 Egli non era la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
8 Non erat ille lux, sed ut testimonium perhiberet de lumine.

9 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
9 Erat lux vera, quae illuminat omnem hominem, veniens in mundum.

10 Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo ha riconosciuto
10 In mundo erat, et mundus per ipsum factus est, et mundus eum non cognovit.

11 Venne fra la sua gente ma i suoi non l'hanno accolto.
11 In propria venit, et sui eum non receperunt.

12 A quanti però l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,
12 Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri, his, qui credunt in nomine eius,

13 i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
13 qui non ex sanguinibus neque ex voluntate carnis neque ex voluntate viri, sed ex Deo nati sunt.

14 E il Verbo si fece uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come dell'unico Figlio che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
14 Et Verbum caro factum est et habitavit in nobis, et vidimus gloriam eius, gloria quasi Unigeniti a Patre, plenum gratiae et veritatis.

15 Giovanni gli dà testimonianza e proclama: "Ecco l'uomo del quale ho detto: Quello che verrà dopo di me è avanti a me, perché era prima di me".
15 Iohannes testimonium perhibet de ipso et clamat dicens: "Hic erat, quem dixi: Qui post me venturus est, ante me factus est, quia prior me erat".

16 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.
16 Et de plenitudine eius nos omnes accepimus, et gratia pro gratia;

17 Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
17 quia lex per Moysen data est, gratia et veritas per Iesum Christum facta est.

18 Dio nessuno lo ha mai visto: l'unico Figlio che è Dio, ed è in seno al Padre, è lui che lo ha rivelato.
18 Deum nemo vidit umquam, Unigenitus Deus, qui est in sinu Patris, ipse enarravit.

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