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ATTUALITA'

Richiesta di aiuto dal Giappone

29/05/2011

Segnaliamo questa importante iniziativa de "Il Timone", in aiuto dei fratelli giapponesi colpiti dalle recenti catastrofi naturali.

da  IL TIMONE:


Cari amici,
quella che segue è una lettera inviata da un missionario a Rino Cammilleri, autore del libro Il crocifisso del samurai. Cammilleri l’ha girata a noi perché potessimo darne ampia diffusione . Aderiamo volentieri, sperando di avviare una catena di solidarietà.

 

La redazione

 

(N.B. a causa della notevole lunghezza del testo abbiamo apportato alcuni tagli)

 


 

Gentilissimo Dott. Cammilleri,

 

sono don Antonello Iapicca, missionario da venti anni in Giappone. Curo il blog "I segni dei tempi" che Lei ha avuto la bontà di apprezzare. Le scrivo in questo momento difficile per il Paese dove il Signore mi ha chiamato ad evangelizzare, certo della sua attenzione e disponibilità; il suo bellissimo libro "Il crocifisso del Samurai" mi dà il coraggio per scriverle con il cuore aperto.

 

Il "dopo-tsunami" ha aperto ferite profonde. Moltissime persone si stanno suicidando, non avendo più nulla su cui fondare la propria vita. Hanno visto spazzato via tutto. Ma questi eventi drammatici sono soprattutto una Parola viva di Dio che come una spada discende sino al midollo dell'esistenza. Lo sconvolgimento della terra, l'ondata travolgente, la radioattività incipiente, sono segni, occorre interpretarli.

 

Sono persuaso che Dio non ha dimenticato questo popolo. Forse la sofferenza di tanti innocenti ammorbidirà il cuore, forse la terra martoriata, e la precarietà intrisa di paura, dissoderà le anime, le preparerà ad ascoltare l'annuncio del Vangelo. Forse, ma è un'occasione irripetibile. La Chiesa oggi in Giappone è chiamata a mostrare Cristo per annunciarlo vivo e capace di dare senso ad ogni dolore. Alla sofferenza degli innocenti, dei bambini che, in un secondo, hanno perduto padre, madre, casa e scuola. Ai vecchi che hanno visto portarsi via il lavoro e le piccole certezze di una vita. Per noi che viviamo qui da molti anni annunciando il Vangelo che spesso sembra rimbalzare sulla dura scorza dell'abitudine ormai cinica, l'11 marzo non è solo un giorno di lutto. E', soprattutto, un giorno di speranza.

 

Il Papa rispondendo alla bambina giapponese che lo interrogava sul perchè di tanta tristezza diceva: “Non abbiamo le risposte, ma sappiamo che Gesù ha sofferto come voi, innocente, che il Dio vero che si mostra in Gesù sta dalla vostra parte... bisogna essere consapevoli che, un giorno, si riuscirà a capire che questa sofferenza non era vuota, non era invano, ma che dietro di essa c’è un progetto buono, un progetto di amore".

 

Noi ci troviamo in Giappone per preparare il giorno nel quale Dio svelerà il senso profondo del dolore, il suo progetto di amore. E' questo il tempo in cui offrire al popolo giapponese un fondamento che resista al terremoto e agli tsunami, agli atomi e alla paura. Il fondamento di un amore che ha vinto la morte, che è disceso nella tomba di ogni uomo a compatirne angosce e sofferenze per deporvi la speranza che non delude. Laddove la vita s'è fatta detrito, tra le macerie dell'esistenza, nel dolore sordo degli innocenti è sceso l'amore. E questo amore ha un nome, Cristo, ed un volto, la Chiesa dei suoi fratelli.

 

Non basta ricostruire un'autostrada in una settimana, non è sufficiente tappare la bocca alla centrale di Fukushima. E' urgente annunciare che laggiù, nel fondo oscuro dell'anima che si prepara al suicidio o alla lucida rassegnazione che ricostruisce in attesa di altre distruzioni, nella terra di nessuno della solitudine è disceso Cristo;

 

(…) Il male che avvelena la vita di tanti giovani, che sfianca le famiglie, che asfissia il lavoro, il male banale che spegne questo popolo si è schiantato su quel corpo crocifisso. E quell'11 marzo, misteriosamente, come un conato sorto dalle viscere della terra, si è riversato sugli innocenti che, semplicemente, vivevano la loro vita. Mistero del male, mistero delle sue raccapriccianti conseguenze. Uno solo ha preso sul serio il male, al punto di morirci dentro. Uno solo lo ha guardato in faccia, lo ha sfidato, se ne è addossato ogni conseguenza, capro espiatorio di ogni veleno e peccato. Noi sappiamo per esperienza che non vi è sofferenza che Cristo non abbia conosciuto, solitudine che non abbia sperimentato. (…).

 

Suor Faustina Kowalska ha lasciato scritto nel suo Diario: "Provo un dolore tremendo, quando osservo le sofferenze del prossimo. Tutti i dolori del prossimo si ripercuotono nel mio cuore; porto nel mio cuore le loro angosce, in modo tale che mi annientano anche fisicamente. Desidererei che tutti i dolori ricadessero su di me, per portare sollievo al prossimo" (Diario, p. 365). (…) In Giappone tante famiglie cattoliche missionarie con i loro figli portano, come Santa Faustina, nel cuore il dolore del popolo giapponese; vivono con loro, frequentano le stesse scuole, lavorano con loro, hanno sofferto lo stesso terremoto. Personalmente ho l'onore di accompagnare molte di queste famiglie nell'avventura meravigliosa dell'annuncio del Vangelo in questa terra.

 

Desideriamo portare sollievo ai giapponesi che hanno perduto tutto, accanto agli aiuti materiali desideriamo consegnare loro il tesoro più grande che abbiamo ricevuto: il fondamento indistruttibile della nostra vita, Cristo risorto! Risuonano in noi le parole del Papa con le quali invita tutti i giovani alla giornata mondiale della gioventù di quest'anno: "Come le radici dell'albero lo tengono saldamente piantato nel terreno, così le fondamenta danno alla casa una stabilità duratura. Mediante la fede, noi siamo fondati in Cristo (cfr Col 2,7), come una casa è costruita sulle fondamenta...

 

(…) Cristo non è un bene solo per noi stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. Nell'era della globalizzazione, siate testimoni della speranza cristiana nel mondo intero: sono molti coloro che desiderano ricevere questa speranza!"

 

Si, sono molti che in Giappone desiderano ricevere questa speranza, e noi vogliamo donargliela. Per far questo i nostri giovani, giapponesi ed europei in missione nel Paese, hanno bisogno di radicarsi essi stessi sempre più in Cristo, essere formati, innamorarsi di Cristo. Per questo stiamo preparando un pellegrinaggio per portare circa 100 giovani dal Giappone alla Giornata mondiale della Gioventù che si svolgerà con Benedetto XVI a Madrid nell'agosto di quest'anno.

 

Si tratta di un'occasione irripetibile: andare con Pietro a fondare la propria vita in Cristo, radicarla nel suo amore per trasmettere lo stesso fondamento a tutto il popolo giapponese.

 

Partiremo alla metà di agosto e percorreremo un itinerario di fede seguendo le orme di San Francesco Saverio, il primo evangelizzatore dell'Asia e del Giappone. Da lui attingeremo lo zelo per riportare in Giappone l'annuncio del Vangelo senza paura. Saremo missionari nelle strade e nelle piazze della Spagna, nelle scuole, nei centri commerciali, ovunque, per sperimentare la gioia di recare la Buona Notizia e ritornare così in Giappone pieni di entusiasmo. Rinnoveremo la nostra fede con Pietro, e da Lui saremo inviati per una feconda e rinnovata missione in Giappone.

 

Per tutto questo, nel Nome del Signore Gesù Cristo, Le chiedo di aiutarci ad affrontare le spese di questo pellegrinaggio. Può sembrare strano ma in Giappone siamo poveri; i giovani sono encomiabili, stanno lavorando senza posa per mettere da parte quanto più possibile, ma hanno anche la scuola e le famiglie, molto numerose, non possono aiutarli. Per questo Le chiedo un contributo generoso.

 

Dio saprà ricompensarLa con il centuplo, in Grazie e misericordia.

 

Ogni giovane per poter partecipare ha bisogno di 1.500 euro. Che il Signore Le ispiri la forma con cui aiutarci. Le chiedo anche di aiutarmi a coinvolgere e a far giungere questo appello a quante più persone possibile, potrei io stesso visitarle e illustrare il progetto, o fare un incontro che si potrebbe preparare. Io mi tratterrò in Italia per qualche giorno ancora, almeno sino al 20 maggio, ma potrei prolungare se ve ne fosse bisogno.

 

Le rinnovo la mia richiesta di aiuto, qualsiasi cosa farà per questi ragazzi sarà un dono immenso, un'opera che non ha eguali, mi creda, dopo tanti anni passati in Giappone le posso testimoniare che l'unica speranza sono questi giovani, una nuova primavera per questo Paese e per l'Asia intera.

 

Che Dio La benedica; io La ringrazio anticipatamente assicurandoLe le mie preghiere e quelle di tutti i giovani.

 

Don Antonello Iapicca


 

Per il versamento delle offerte:


Conto Corrente Postale n. 47653019
intestato a: IAPICCA ANTONELLO
VIA MENOFILO, 30.
00178 ROMA


***

 

OPPURE:


Vaglia Postale Internazionale indirizzato a
DON ANTONELLO IAPICCA
BUSSHOZAN CHO - KOU 31-1
761-8078 TAKAMATSU-SHI
KAGAWA KEN
JAPAN


***

 

PER CONTATTARMI

 

IN ITALIA: +393283290695

 

IN GIAPPONE: 0081-90289178220081-9028917822



P.S. Un nostro amico che risiede in Giappone ci ha fatto sapere quanto segue:

“don Antonello è un carissimo prete che sta con noi da anni e in tutte le situazioni difficili non ha mai smesso di fare il prete sul serio qui in Giappone, dove si è ordinato e vive da anni- Lui si spende moltissimo, specialmente per i giovani. E' anche lui adottato come i miei figli ed ha una storia molto seria attraverso la quale si può davvero vedere come Dio è capace di curare ferite profonde e di far accettare la propria storia, senza rinnegarla o rifiutarla.
E' anche una persona molto attenta e di livello e la sua richiesta è per tutti i figli delle famiglie in missione presenti in Giappone. Si sta impegnando, senza farlo sapere, per raccogliere fondi da varie fonti e bussando a diverse porte, vedendo a chi il Signore tocca il cuore. Vive, come tanti cristiani, confidando nella Provvidenza del Padre.
Dì, se puoi, al tuo amico Rino Cammilleri che si può fidare e che non è una "sola".

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