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Home page » Notizie » QUEL NEOCLERICALISMO CHE RICATTA I SACRAMENTI

CHIESA

QUEL NEOCLERICALISMO CHE RICATTA I SACRAMENTI

05/09/2012

Il cardinale Bergoglio lancia l’allarme: negare il battesimo ai figli nati fuori dal matrimonio è una forma di «gnosticismo farisaico» che «separa il popolo dalla salvezza»

di Gianni Valente da Vaticaninsider
Roma

Ha quasi chiesto scusa per l’impatto forte dell’immagine scelta: quella di una ragazza madre, una «povera ragazza» che magari ha vinto la tentazione insinuata in lei da chi le suggeriva di abortire, ha avuto il coraggio di mettere al mondo il suo bambino, e poi «si trova a pellegrinare di parrocchia in parrocchia, chiedendo che qualcuno glielo battezzi».

 

 

Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, ha richiamato senza esitazioni la ragione più ricorrente nei casi di battesimo “negato”: «Lo dico con dolore, se suona come una denuncia o un’offesa perdonatemi: nella nostra regione ecclesiastica ci sono presbiteri che non battezzano i bambini delle madri non sposate perché non sono stati concepiti nella santità del matrimonio».

 

Il singolare richiamo a non umiliare con ricatti sacramentali le attese di chi chiede il battesimo per i propri figli è stato pronunciato domenica da Bergoglio nella sua omelia per la messa di chiusura del Convegno della regione ecclesiastica di Buenos Aires dedicato alla pastorale urbana.

 

Il cardinale gesuita vede nel “sequestro” dei sacramento che segna l’inizio della vita cristiana l’espressione di un neo-clericalismo rigorista quanto ipocrita, che tratta anche i sacramenti come strumenti per affermare la propria supremazia. Magari rinfacciando ai fedeli le loro fragilità e ferite, o mortificando le aperture e le attese di coloro che non sarebbero in regola coi “prerequisiti” di preparazione dottrinale e di status morale. Non si tratta solo di modelli pastorali fuorvianti: secondo Bergoglio tale modus operandi stravolge e rinnega la dinamica stessa dell’incarnazione di Cristo, ridotta a mero slogan dottrinale per operazioni di potere religioso. «Gesù» ha spiegato il porporato «non fece proselitismo: lui accompagnò. E le conversioni che provocava avvenivano precisamente per questa sua sollecitudine a accompagnare che ci rende fratelli, che ci rende figli, e non soci di una Ong o proseliti di una multinazionale».

 

 

Una dinamica di prossimità e liberazione che ha la sua espressione oggettiva e perdurante nel dono dei sacramenti. Invece per Bergoglio gli ipocriti di oggi, clericalizzando la Chiesa, «allontanano il popolo di Dio dalla salvezza». Sono loro gli epigoni dello «gnosticismo ipocrita dei farisei», davanti al quale Gesù tornava sempre «a mostrarsi in mezzo alla gente, tra i pubblicani e i peccatori».

 

Le parole di Bergoglio esprimono una sollecitudine da tempo avvertita nella Chiesa di Buenos Aires. Già da diversi anni, valorizzando anche le intuizioni di padre Rafael Tello - il teologo dei poveri e della devozione popolare scomparso nel 2002 – l’arcidiocesi suggerisce linee pastorali per facilitare in ogni modo i battesimi di quelli – bambini, ragazzi, adulti – che per varie circostanze della vita, nel nuovo contesto di secolarizzazione, non si sono battezzati. Senza aggiungere condizioni a quella contemplata dal Codice di diritto canonico, ossia che siano i genitori a richiedere il battesimo per i figli minori. Obiettivo minimale dichiarato: fare in modo che nessun genitore, a cominciare da quelli che vivono situazioni familiari irregolari, esca dalla parrocchia con l’idea che qualcuno, per qualche motivo, si è arrogato il potere di negare il battesimo ai suoi figli.

 

 

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