OPZIONE BENEDETTO di Padre Christopher Zielinski

Pubblicato il 22 set 2018

 

Conferenza n.91 del 15 settembre 2018
Ospite: Padre Christopher Zielinski / Argomento: Cristianesimo

UN MONDO STA CROLLANDO… E NOI CRISTIANI COSA POSSIAMO FARE?
Una delle risposte, con dovute riserve, potrebbe essere il libro di Rod Dreher

La mattina del 15 settembre 2018 alla 10° edizione del Giorno del Timone della Toscana che si è tenuta a Staggia Senese Padre Christopher Zielinski, abate di Lendinara (Rovigo), ha pronunciato una lectio magistralis sul L’Opzione Benedetto, il libro di Rod Dreher che sta facendo discutere tutto il mondo cattolico. Essendo un monaco benedettino olivetano l’abate Zielinski ha potuto analizzare il libro a partire da una domanda che sempre più cattolici nel mondo si stanno facendo: e ora che facciamo?
Una delle risposte, con dovute riserve, potrebbe essere proprio il libro di Rod Dreher che è uscito nel 2017.
Si presenta ai lettori come una proposta strategica per aiutare i cristiani nel ritrovare la propria identità e vivere decisamente la propria fede in Gesù Cristo come viene offerta dalla regola di San Benedetto.
Questo libro dà importanza alla necessaria fedeltà che si deve alla sequela evangelica di Gesù Cristo e alle novità di forme che questa fedeltà crea e offre in tutti i tempi.
L’Opzione Benedetto è una proposta per vivere intenzionalmente la vita cristiana nel mondo d’Occidente che è ormai antagonista della cristianità.
In un mondo radicato in un relativismo etico e sincretismo religioso Rod Dreher si rivolge a Benedetto di Norcia e alla Santa regola scritta da lui. Mentre San Benedetto è la beata speranza, l’opzione che troviamo nel titolo del libro permette a Dreher di entrare in un dibattito di grande responsabilità verso la persona umana e verso i tempi che viviamo.
L’Opzione Benedetto non è in nessun modo una forma di propaganda vocazionale per diventare un monaco benedettino. Al contrario è una chiamata a tutti i cristiani a voler mettere in pratica la loro fedeltà allo spirito della sequela, formando una nuova e vibrante controcultura coltivando una serie di praxis e realizzando piccole comunità che sono il riflesso di un cristianesimo che si realizza come un cammino di libertà intelligente solidale non in fuga dal mondo, ma che con grande devozione nello spirito di ringraziamento sanno di essere chiamata in modo responsabile a lavorare con audacia evangelica in un progetto di una nuova evangelizzazione nel mondo.
Semmai l’idea di una comunità non è tanto la questione di edificio e neanche di monastero, ma come dice lo stesso San Benedetto è una via alla vita. Questa via alla vita, questo cammino di libertà richiede però diverse virtù come ordine, preghiera, lavoro, ascetismo, stabilità, comunità, ospitalità, equilibrio e soprattutto discrezione. Solo chi è accecato da qualche visione ideologica che purtroppo in molte parti dell’Europa ha significato la fine della Chiesa può dire che L’Opzione Benedetto è una fuga dal mondo.
Noi, nel cercare di essere politicamente corretti abbiamo pensato a cristianizzare le mura degli edifici con un semplice crocifisso e così la politica si è appropriata dell’idea che la grazia faccia parte del patrimonio comune del mondo cristiano, lasciandoci credere di poter ottenere e vendere la stessa grazia a buon mercato. Il monachesimo è la risposta che lo Spirito Santo dà al mondo, ma anche alla stessa Chiesa che ha compiuto troppi compromessi. E’ la ricerca di rinnovare questo spirito anticonformista controculturale per ritrovare e vivere la vita cristiana. Viviamo tempi duri, la notte è profonda. È bene chiedersi se accondiscendendo al politicamente corretto di questa cultura stiamo contribuendo anche noi al suicidio dell’uomo.
L’abate Zielinski ha fatto notare che l’uomo non raggiungerà mai la perfezione se non attraverso la Grazia. Noi vediamo con occhio nudo la tragedia di questo umanesimo senza Dio che cresce sempre più ogni giorno.
La regola di San Benedetto come ce la presenta l’opzione Benedetto si presenta in modo veramente rivoluzionario come guida valida per i laici, sia nella vita privata che professionale in un mondo piatto dove lo sguardo è totalmente orizzontale. Nei prossimi anni non possiamo escludere perfino la persecuzione fisica. Le scuole cristiane incominceranno essere attaccate come sono gli ospedali e tutte le altre istituzioni cristiane. Piano piano, mentre entriamo in un’età sempre più oscura, il nostro compito è di cercare forme e strategie che ci permettano di essere e rimanere cristiani fondando comunità in grado di resistere al relativismo imperante.
Nonostante i tempi che viviamo, sappiamo anche che ogni cristiano dovrà continuare a sperare contro ogni speranza creando nuove forme di aggregazione. Anche se può sembrare, non siamo alla fine del mondo, ma forse siamo alla fine di un mondo. Qualcosa è andato male e molti sono disperati.
Padre Christopher ha concluso il suo apprezzatissimo intervento con queste parole: “Come monaco, so che la solitudine e il silenzio sono mezzi per attingere il più alto dei traguardi l’umanità allo stato puro: dono grande, dono bello e dono vero, anzi l’unico dono che la Chiesa è in grado di offrire al mondo oggi e a Dio sempre. Ed ecco che la cella e il libro non sono una fuga dal mondo, ma anzi luoghi creati e donati per coloro che amano veramente il mondo”.

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