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Home page » Notizie » IL PERICOLO CHE CI SOVRASTA

POLITICA ITALIANA

IL PERICOLO CHE CI SOVRASTA

24/01/2013

 

Nel giorno del giuramento per il suo secondo mandato, il Presidente degli USA Obama ha detto che al primo posto nel suo programma viene l’adempimento di una politica di vera “uguaglianza”, e i primi a dover essere “uguagliati” sono i cosiddetti “diritti” degli omosessuali.

Obama ha potuto vincere le ultime elezioni non per meriti particolari, come universalmente riconosciuto, ma per due precise ragioni: 1) la divisione interna al fronte conservatore; 2) l’appoggio di ampi settori del mondo “moderato”.

E così, per responsabilità dei soliti “moderati”, Obama sta preparando la più radicale e sconvolgente rivoluzione mai avvenuta nella storia: quella omosessualista, ormai in piena avanzata ovunque in Occidente.

Veniamo in Italia. Qualche giorno or sono Monsignor Crepaldi, arcivescovo di Trieste, con drammatiche quanto veritiere parole, ha denunciato il pericolo di persecuzione (e anche di martirio) che sovrasta ormai la Chiesa e quei cattolici che non intendono soccombere all’omosessualismo dirompente.

Tempo fa, in un mio articolo relativo al Gay Village romano, dichiaravo apertamente che la meta finale dell’omosessualismo non è – e già sarebbe una tragedia, in quanto segnerebbe la fine dell’ordine naturale e civile della società umana – la piena realizzazione di una società omosessuale, bensì il “totalitarismo omosessualista”. Dov’è la differenza? Consiste in una semplice norma: una società omosessuale vuole eguagliare, e anche preferire, l’omosessualità all’amore sano fra uomo e donna; la seconda via è quella per la quale si arriverà un giorno al punto che chi di noi dovesse rifiutare “avances” ricevute da omosessuali, sarà dichiarato omofobo e razzista. E quindi o accetterà o sarà legalmente punito.

I moderati e gli ottimisti pensano che sto esagerando? Che quanto detto rimanga ad posterum rei memoriam. E poi vedremo. Purtroppo, però, le Cassandre non hanno mai funzionato, pur avendo sempre ragione, e, come si suole dire… la “ragione è dei fessi”.

Manteniamoci quindi sul presente concreto e cerchiamo di evitare di fare in Italia l’errore commesso negli USA. Abbiamo le elezioni davanti. Quali sono i partiti che hanno come punto fermo, anzi, fermissimo, l’omosessualismo nel proprio programma? Semplice: il SEL di Vendola e il PD di Bersani (e satelliti vari). Vale a dire, la sinistra.

Che possiamo fare? Cercare di convincere i “sinistri” a cambiare idea? Neanche a parlarne. Quindi, ciò che possiamo fare è – oltre a non votare ovviamente questi partiti – non votare i partiti che – in nome della stabilità politica – si alleeranno con la sinistra per governare il Paese.

Quali sono questi partiti? O meglio, questo amalgama di partitelli pronto a governare con la sinistra? Per caso è il centro di Monti, Casini e Fini, il regno dei moderati?

Certo, essendoci Casini, non potranno cedere tutto e subito a Vendola e Bersani. Dovranno fare la parte di coloro che “difendono le famiglie” (come recita lo spot elettorale dell’UDC). Cederanno solo qualcosa, seguendo l’usuale meccanismo che hanno utilizzato da 40 anni in qua, a partire dai tempi del divorzio. E tutti i “moderati” che li hanno votati e li votano diranno che “hanno resistito” su ciò che conta. E nel frattempo il precipizio si avvicina sempre più, con l’appoggio scriteriato di quei “moderati” che con il loro moderatismo contribuiscono direttamente alla dissoluzione della società umana gettandola nella follia del totalitarismo più estremista giorno dopo giorno, anziché tutto in una volta, e si ritengono anche soddisfatti per questo, accusando ironicamente chi denuncia tale folle suicidio collettivo con toni accorati e fermi (quindi non moderati).

Questa volta anche un importante presule della Chiesa Cattolica ha usato toni forti, fermi, quasi apocalittici. E ha perfettamente ragione. Mons. Crepaldi, ha capito. Sono sicuro che tanti altri hanno capito, sia nel mondo ecclesiastico che in quello civile. Ma avranno il coraggio di smettere di essere “moderatamente” complici della dissoluzione?

Forse, la prima cosa da tenere presente in queste elezioni, e poi dopo queste elezioni, per il futuro, sempre, è il fatto che il primo e di gran lunga più pericoloso problema che tutti ci sovrasta non è quello economico – per il quale, peraltro, nessuno ha la soluzione in tasca, e meno che mai il centro “moderato”, che “moderatamente” ha distrutto l’economia italiana sotto un mare di tasse senza precedenti – bensì quello morale: la società che Obama, l’UE e tutti i loro sodali e complici ci stanno preparando sarà una società talmente infernale che quello dell’economia sarà l’ultimo dei problemi.

Occorre fermarli. Non possiamo qui in Italia fermare Obama. Ma possiamo fermare chi predica e percorre la sua politica. Occorre però che il grido di allarme di mons. Crepaldi divenga un grido di allarme generale, che svegli le coscienze più addormentate e convinca i “moderatamente” servi della dissoluzione a rinvenire in sé stessi il proprio coraggio e la propria lucidità mentale per arrivare a opporre quella reazione generale necessaria alla salvezza della società e del futuro dei nostri figli e della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna.

Forse, la verità è che il partito da votare deve ancora nascere. E dovrà nascere dal coraggio e dall’onestà intellettuale e morale degli uomini di buona volontà.

Massimo Viglione 22/01/2013 da "Il Giudizio Cattolico"

 

 

 

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