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Home page » Notizie » Gregoriano, duemila anni di storia

MUSICA SACRA

Gregoriano, duemila anni di storia

12/03/2011

La Bussola Quotidina- di Antonio Giuliano

www.labussolaquotidiana.it/

 

Sono molto antiche le origini del canto gregoriano. Già i cristiani delle prime comunità lo usavano per intonare le preghiere. Divenne presto il canto della liturgia romana. Dal VI secolo fu chiamato «gregoriano» in onore di Papa Gregorio Magno che catalogò le melodie in un antifonario. Dal VII al X secolo, il canto giunse al suo più alto livello. Le melodie più antiche, ormai codificate, furono poste al sicuro da contaminazioni e ne furono composte molte nuove. Il patrimonio gregoriano si arricchì in maniera straordinaria e le «Scholae cantorum» si moltiplicarono in tutt’Europa.

 

Per tutto il Medioevo ci furono intensi scambi di melodie e “belle voci” tra scuole, basiliche e monasteri anche molto lontani tra di loro. Monaci cantori, a coppie o in drappelli, attraversarono le Alpi con sacchi pieni di antifonari: arrivarono fino in Inghilterra e in Irlanda, diffusero le melodie più belle, insegnarono il modo corretto di cantarle. E persino i governanti del tempo ne furono conquistati. Pipino il Breve implorò il Papa di dargli due cantori per risollevare il livello musicale dell’abbazia di san Medardo in Francia. Carlo Magno fece lo stesso dopo che a Roma i suoi cantori furono bocciati in questo modo: «Mugghiano come tori».

 

Decisiva fu alla fine del IX secolo la nascita della scrittura musicale «neumatica». Le melodie, in gran parte trasmesse oralmente, potevano ora essere ricordate con un’inedita precisione grazie ai neumi, segni grafici (più tardi a forma di quadrati) posti sopra la sillaba del testo per indicare l’altezza della nota corrispondente. Nel XIX secolo i monaci benedettini dell’abbazia francese di Solesmes riportarono il canto agli antichi splendori. Ancora trascurato nel corso del Novecento, soprattutto dopo il Concilio, oggi sembra godere di un rinnovato interesse.

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