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UNGHERIA

FRONTIERA BUDAPEST

14/01/2012

di Giacomo Galeazzi
Vaticanista della Stampa

da Vatican Insider

Il vescovo ausiliare dell`arcidiocesi di Esztergom-Budapest, monsignor Janos Szekely, elogia la nuova Costituzione ungherese ("legge fondamentale") oggetto di critiche in ambito europeo su libertà di espressione e di religione, nonché sull'autonomia della Banca centrale. "La nuova Costituzione di Ungheria approvata nel 2011, che inizia con il nome di Dio nel preambolo - afferma il presule ai microfoni di 'Radio vaticana' - afferma che la vita umana è da difendere fin dal concepimento e dichiara che l`Ungheria difende l`istituzione familiare, la quale è un`alleanza di vita fra un uomo e una donna. La Costituzione precisa inoltre che la famiglia è il fondamento della sopravvivenza del popolo, e che nello stabilire delle tasse, anche i costi dell`educazione dei figli devono essere presi in considerazione. E` chiaro, che a molti intellettuali europei non piace tale affermazione di valori fondamentali, anzi li stimola all`attacco". Quanto alla libertà di stampa, "nel testo originale della legge - afferma monsignor Szekely - c`erano alcune misure esagerate. La legge voleva, ad esempio lo stesso controllo statale sui giornali, che gli Stati europei generalmente praticano sulla stampa elettronica. Tali misure esagerate sono state corrette e cancellate dal testo seguendo i suggerimenti della Corte costituzionale ungherese e di alcuni organi europei"."Lo scopo di questa legge - spiega a 'Radio vaticana' il vescovo ausiliare dell`arcidiocesi di Esztergom-Budapest, mons. Janos Szekely - è di togliere lo stato giuridico di 'Chiesa', nel diritto civile ungherese, dalle 'Chiese a scopo di lucro' ('business churches'). Bisogna sapere che in Ungheria, a differenza per esempio dell`Italia, le scuole e gli istituti sociali e sanitari delle Chiese ricevono dallo Stato lo stesso finanziamento che hanno scuole e ospedali statali. Le scuole delle Chiese quindi sono gratuite per le famiglie, nello stesso modo di quelle statali. Per questo sono nate numerose Chiese fittizie, il cui unico scopo era di approfittare del sovvenzionamento statale. La legge attuale formula più dettagliatamente le condizioni per cui una comunità può essere riconosciuta dallo Stato come Chiesa (per esempio 1.000 membri, la presenza della comunità in Ungheria da almeno 20 anni). Quelle comunità religiose, che non hanno ricevuto lo stato giuridico di 'Chiesa' possono tranquillamente esistere come prima, ma non riceveranno i sussidi statali". Quanto al ruolo della Banca centrale, "certamente - afferma il vescovo - il governo attuale ungherese ha commesso anche degli errori. Nella legge sulla Banca centrale ha effettuato alcuni cambiamenti che sembravano diminuire l`indipendenza della Banca centrale dal governo. In realtà il governo dichiara e vuole rispettare l`indipendenza della Banca centrale, ma i cambiamenti nella nuova legge erano inutili, e davano adito ad accuse".



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