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POLITICA ITALIANA

FOLLIE E SPERANZE ITALIANE

06/11/2014

Io non so se ci rendiamo conto veramente fino in fondo della indescrivibile miseria della politica italiana in generale, ma soprattutto di quello che un tempo era il cosiddetto centrodestra.
I disperati tentativi di unione di forze nate all’istante con quel che rimane dei vecchi partiti, i litigi interni, personaggi che finalmente hanno dimostrato tutta la loro valenza e sono finiti nel buio più totale da un giorno all’altro e lottano per riottenere un millimetro di luce mediatica, proposte politiche ridicole unite a fanfaresche conclamazioni di rivolta: tutto questo e altro ancora è davvero uno spettacolo indecente. E soprattutto senza speranza.
Inutile continuare a nascondere che il responsabile primo di questo disastro (a parte quella figura indefinibile che risponde al nome di Gianfranco Fini) è Silvio Berlusconi. E non solo perché sta invecchiando male, in tutti i sensi, come spesso è stato detto, ma soprattutto perché è evidente come ormai sia un uomo sotto scacco. Sì, proprio lui, il più ricco e potente degli italiani, in realtà, è diventato un soldatino dei poteri forti che prima lo hanno combattuto, poi lo hanno sconfitto giudiziariamente, e oggi lo controllano come un robot telecomandato, in tutto quello che dice e fa.
Per quanto stia invecchiando male, Berlusconi ancora rincitrullito non lo è. Pertanto, è lampante che queste aperture prima all’omosessualismo e ora anche all’immigrazionismo, oltre all’adesione servile al renzismo, sono frutto non del suo rimbambimento per una signorina che si è fatta strumento di dissoluzione morale collettiva, ma conseguenza di una vita vissuta sotto ricatto. Un ricatto aperto, lampante: la perdita della propria libertà personale e politica e la minaccia della distruzione del suo impero. Questa minaccia è sempre esistita, lo sappiamo, ma oggi l’ottantenne Berlusconi non regge più botta, come è evidente. E se poi vi fossero anche altri tipi di condizionamenti? Questo non lo sappiamo noi comuni mortali, ma sappiamo, perché lo vediamo, che ormai è appunto un soldatino che prende ordini.
Ora, tutto questo è talmente lampante che si rimane basiti che esistano italiani di spessore intellettuale e magari con esperienza politica che ancora sperano in un centrodestra con Forza Italia e Berlusconi. Non solo è follia in sé sperare in un uomo sotto ricatto che ormai è alla deriva politica, ma è ancor più allucinante che non si accorgano che un siffatto centrodestra sarebbe non solo al servizio di Renzi e quindi di una “certa idea di sinistra”, ma, opinando a favore dell’omosessualismo, dell’immigrazionismo (e chissà di cos’altro), e non lottando più contro l’euro, la follia della UE, per i valori tradizionali della famiglia e della vita, per la libertà dal fiscalismo oppressore, ecc., non si capisce cosa mai potrebbe avere di destra questo centrodestra.
A me sembra ci sia un impazzimento diffuso.
Qualcuno dirà: eh, ma Fratelli d’Italia ha detto che l’alleanza si farà solo se Berlusconi non sarà il leader… Ma signori, suvvia! Ma stiamo scherzando? Ma quante decine di volte abbiamo sentito questo negli anni passati? Davvero qualcuno ha la forza politica di impedire a Berlusconi decadente ma non ancora decaduto, anzi, ora appoggiato da poteri ben precisi in quanto loro uomo, di essere il leader? E anche se alla fine si decidesse di mettere un altro al suo posto, chiunque sia, non sarebbe questi il burattino di questo uomo asservito a quei poteri? Ma davvero la Meloni crede di fermare Berlusconi e chi oggi sta dietro di lui?
E anche per quanto riguarda la Lega: certamente bisogna riconoscere a Salvini un movimentismo coraggioso e anche producente. Ma se decidesse di entrare nell’alleanza, si troverebbe nella stessa situazione della Meloni (a meno che la Lega non cresca a dismisura…).
Insomma, è tutta una tragedia, che fa da specchio alla tragedia morale, politica, economica e sociale in cui viviamo.
Vi sono poi un po’ in tutta Italia singole persone che lucidamente hanno capito tutto questo, e cercano di organizzarsi e testimoniare. Questa via, che ovviamente per il momento non ha nessuna speranza di influire incisivamente nella politica generale, in realtà è l’unica via da percorrere, perché, giorno dopo giorno, mese dopo mese, in un lavoro certosino e costante, senza inutili strappi e soprattutto senza frenesie attivistiche di stampo radicaloide e sindacalista, può col tempo costituire una realtà popolare di resistenza cattolica legata ai valori tradizionali e che non teme di parlare liberamente e schierarsi contro i poteri forti, contro la UE, l’Euro, l’immigrazionismo, la lobby omosessualista, ecc., perché non ha imperi da perdere, e, soprattutto, non ha posti in parlamento da mantenere.
È questo il vero partito degli italiani che deve costituirsi, quello della gente che vive ogni giorno il dramma di una vita in questa società indemoniata e al collasso ma lo fa con la forza della fede in Dio e con l’arma micidiale della consapevolezza di schierarsi al servizio della Verità, del diritto naturale, della Tradizione europea e cristiana, al servizio della salvezza dei nostri figli e quindi del nostro futuro.
Chi ora, leggendo queste parole, sorride pensando che sono solo fole frutto di immaginazione, è proprio colui che sogna la rinascita del centrodestra. E allora viene da chiedersi chi sia la vera vittima delle fole dell’immaginazione. Oppure è colui che si ritira dalla lotta…
Se si riuscirà a creare questa forza (non occorre essere milioni: Grillo ha smosso milioni di persone, un nutrito gruppo dei suoi è entrato in Parlamento… e ora? Cosa è cambiato in Italia?) si otterranno miracoli, purché sia chiaro a tutti che non siamo noi a ottenere successi, ma siamo solo strumenti indegni di quella Provvidenza che muove i fili della storia e che sorride dei poteri forti.
È possibile farlo: cominciamo. Per questo con altri amici in Italia siamo pronti ad agire per dare il nostro piccolo contributo per unire queste forze sane. Chi ha capito il messaggio e vuole impegnarsi, lo faccia e insieme agiremo al servizio del Bene della nostra civiltà e degli italiani.
I nostri giorni sono “neri e foschi”, ma sta a noi unirci in una Compagnia di lotta e decidere del tempo che ci rimane.

 

 

Massimo Viglione 30 ottobre 2014

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