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Home page » Notizie » Et Verbum caro factum est, et habitavit in nobis…

CELEBRAZIONI

Et Verbum caro factum est, et habitavit in nobis…

25/12/2011

Il Gran Maestro porge fervidi auguri di un Santo Natale e di un sereno e proficuo Anno Nuovo alle Autorità Religiose, Militari e Civili, agli Amici e ai Benefattori, ai Confratelli, alle Consorelle e a tutti gli altri Membri della Milizia

Mai come in questi tempi avevamo sentito così forte la necessità di scambiarci gli auguri per un Natale nel suo vero significato: ricordare la nascita di Nostro Signor Gesù Cristo per tutto ciò che ha rappresentato per l’umanità, il suo riscatto, perchè il Natale di Nostro Signore diventa anche il natale degli uomini, degli uomini di buona volontà.
Già perchè è Natale il punto focale del Cristianesimo e la festa di riferimento della Civiltà che, nata dalla culla di Betlemme, irradierà il mondo; almeno fino a quando i cristiani, anzi i cattolici che del Natale dovrebbero essere i custodi per legittima ed ininterrotta tradizione, non capitoleranno definitivamente di fronte al nemico più insidioso e più subdolo, la loro mondanizzazione, la perdita, cioè, della loro identità e della loro forza (“Noi siamo nel mondo, non siamo del mondo”).
Ed è proprio dal Natale che dobbiamo ripartire per riscoprire il nostro Cattolicesimo e non rimanere innocui battezzati, per ritrovare integralmente la vocazione alla missionarietà che è fatta sì di grandi gesti ma soprattutto di coerente testimonianza quotidiana, tanto per cominciare dal non vergognarsi di essere e di agire da cattolici in tutti i campi, a cominciare dalla cosa pubblica, la politica ad ogni livello; o preferiamo farci relegare nelle sacrestie?
Per esempio: oggi abbiamo paura della strisciante islamizzazione, che è davvero un pericolo reale ed immediato; purtroppo non è tanto la forza dell’Islam da temere quanto la nostra debolezza; ma cosa potremmo temere dall’Islam, una “religione” che non ha capo nè coda e che riesce ad imporsi solo con la violenza?
Naturalmente ciò vale anche per tutto ciò che si oppone al messaggio di Cristo, dal materialismo pratico a quello ideologico, dal sincretismo religioso all’ateismo di comodo uniti sotto la bandiera del laicismo, dall’imposizione di modelli emarginati dalla stessa natura umana per creare una società dove non sia più chiaro il concetto di normalità ed il confine tra il bene ed il male.
E’ Natale dunque e Natale sia, non lasciandoci abbagliare dalle luci e dai lustrini della commercializzazione di questa festa per non rischiare di perdere di vista la luce della capanna di Betlemme; nostro malgrado, quest’anno ci aiuta il nuovo Governo italiano del Sen. Prof. Mario Monti che, “tecnicamente”, ci costringe a privarci di tante cose, alcune nemmeno superflue, per motivi finanziari e certamente non per l’ideale ed auspicata sobrietà natalizia.
Noi che abbiamo scelto di servire Cristo sotto lo stendardo della Milizia del Tempio non possiamo imboscarci nelle retrovie dei compromessi e di una vita organizzata in proiezione orizzontale; se “Militia” ha ancora un senso non può che essere quello del combattimento, della “buona battaglia”, per la realizzazione di quel Regno di Cristo che chiama a raccolta tutti già fin dai primi vagiti del Bambinello ed in modo particolare noi per la nostra specifica vocazione di “Milites”: la fedeltà alla Regola (preghiera, comunità, testimonianza, servizio) in tutti i momenti della nostra vita perchè si è Cavalieri se sappiamo vivere da Cavalieri, sempre.
“…Marciate, dunque, sicuri, o cavalieri, e con intrepido animo sconfiggete i nemici della croce di Cristo! (Fil, 3, 18) … e nel momento del pericolo ripetete a voi stessi:”Sia che viviamo, sia che moriamo, noi apparteniamo al Signore” (Rm, 14, 8). … Rallegrati, o forte campione, se sopravvivi vittorioso nel Signore; ma ancor più esulta e sii fiero nella tua gloria se morirai e ti unirai al Signore. … Del resto, se sono chiamati “beati coloro che muoiono nel Signore” (Ap, 14, 13), quanto più lo saranno quelli che muoiono per il Signore?”.(
San Bernardo di Chiaravalle: “Liber ad Milites Templi de laude novae Militiae”).
Auguri.

 

dom. Marcello A. Cristofani della Magione
Gran Maestro

 

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