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Home page » Notizie » CRISI, USURAI E GUERRE: PREPARIAMOCI AL N.O.M.

CULTURA

CRISI, USURAI E GUERRE: PREPARIAMOCI AL N.O.M.

04/05/2015


BY DON GIORGIO GHIO · 1 MAGGIO 2015

 

 

Non è il chiodo fisso dei cosiddetti “complottisti” né uno spettro agitato da visionari apocalittici. La dicitura si può facilmente leggere su qualsiasi banconota da un dollaro: novus ordo seclorum (che, tradotto, significa nuovo ordine mondiale). Ci sono voluti tre secoli, ma l’ultima e più insidiosa forma assunta dalla camaleontica bestia di cui, effettivamente, parla il libro sacro dell’Apocalisse (13, 1ss) pare prossima al suo scopo: il dominio del mondo. Il problema è che pochi se ne rendono conto, beandosi al contrario dell’illusione di non essere mai stati così liberi: è l’effetto della sbronza permanente di alcool, sesso e marijuana, che la medesima bestia propina ai suoi schiavetti per tenerseli buoni. Sì, è pur vero che c’è la crisi: ma, finché si può, mangiamo, beviamo e non diamoci pensiero; il sistema vuole schiavi felici e senza affanni, la ripresa ci sarà…

Se però uno si prendesse la briga di distogliere un attimo l’orecchio dai megafoni della propaganda mediatica e di far caso a quelle rare voci che cantano fuori del coro, gli verrebbe il terribile sospetto che, per molti versi, le cose stiano un po’ diversamente. Certo, quello di Cassandra è un ruolo proverbialmente ingrato; il fatto è che la giovane troiana aveva perfettamente ragione: se la avessero ascoltata, la città non sarebbe stata incendiata e la popolazione non avrebbe subìto il massacro (evento che il celebre archeologo Schliemann dimostrò molto meno mitico di quanto si credeva, salva la fantasia di Omero). Ebbene sì, anche le cassandre odierne rimangono tristemente ignorate, sebbene i loro avvertimenti siano sorprendentemente consoni alle profezie che sigillano la Bibbia, annunciando un trionfo momentaneo delle forze al servizio del drago prima dell’instaurazione del regno di Cristo.

Non mi attarderò sulle varie analogie da tempo osservate, per esempio, tra la cifra satanica (cf. Ap 13, 18) e la sigla del World Wide Web per il fatto che la lettera ebraica waw corrisponde al numero 6, o tra il codice a barre e il marchio imposto a tutti gli abitanti della terra per poter comprare e vendere (cf. Ap 13, 16-17), o tra la statua della bestia, animata dal falso profeta (cf. Ap 13, 14-15), e i moderni mezzi di comunicazione. I poteri occulti, così inclini a soffondersi di un’aura di sacralità fasulla sfruttando abusivamente la cultura cristiana, si saranno pure divertiti a lanciare messaggi criptati ispirandosi all’Apocalisse; ma, se prendessimo sul serio i loro giochetti, come fanno alcuni, dovremmo smettere di scrivere sulla Rete, di fare compravendite e di acquistare giornali… Con ciò non intendiamo certo sottovalutare l’ipnosi effettuata dal grande fratello, ancor meno l’incantesimo operato dai ministri della “nuova religione mondiale”, incaricata di legittimare spiritualmente il potere della bestia.

Ciò che bisogna piuttosto osservare è che la cosiddetta “crisi” è stata orchestrata dall’alto come un piano di demolizione controllata (per usare una metafora edilizia concernente l’abbattimento di un edificio in vista di una nuova costruzione); che le economie nazionali sono strangolate da debiti con tassi da usura che non potranno mai essere estinti (anche perché si tratta di cifre puramente virtuali cui non corrisponde una liquidità reale, salvo che si stampino banconote come quelle del Monopoli); che i singoli Stati europei hanno perso la propria sovranità monetaria, politica e finanziaria (a dispetto delle fanfaronate dei burattini che si piccano di riformarli); che le stesse banche centrali, a livello nazionale e sovranazionale, non sono altro che istituti privati controllati a loro volta da colossi e cartelli senza volto che per l’informazione ufficiale non esistono neppure (come la banca ebraica Goldman and Sachs, l’Aspen Institute, il cosiddetto gruppo Bilderberg, la commissione trilaterale… tutte entità completamente sconosciute al grande pubblico).

Ciò che bisogna altresì osservare è che la barbarie del sedicente Stato Islamico è finanziata da Paesi del Golfo dai quali compriamo tranquillamente il petrolio – quindi con i nostri soldi – e armata da Paesi occidentali fra i maggiori produttori di armamenti; che la famosa primavera araba è stata pilotata dagli Stati Uniti, governati da un “paladino” della pace e dei diritti umani, allo scopo di eliminare come birilli (per motivi che per ora ci sfuggono) i loro stessi alleati, i quali fino a quel momento avevano garantito la stabilità del Medio Oriente; che appunto a quel fine eversivo le orde di indemoniati islamici sono state addestrate dagli americani, i quali se ne sono serviti per i loro interessi, finché malauguratamente – o forse prevedibilmente – sono loro sfuggite di mano; che la reazione contro di esse, in ogni caso, è incomparabilmente più blanda e tardiva degli attacchi sferrati a Gheddafi e a Saddam Hussein in nome della libertà e della democrazia che si intendeva portare ai loro popoli oppressi, ora costretti a vivere nel caos e nell’insicurezza più assoluti… Chissà come ci stanno ringraziando di essere andati a liberarli!

Intanto la Cina fa a gara con India e Giappone per il controllo dell’Estremo Oriente e del Sud-Est asiatico; si batte a distanza con gli Stati Uniti per il possesso dell’Africa (dove entrambe le potenze sostengono milizie sanguinarie responsabili di atrocità senza nome di cui nessuno parla, a parte il primo genocidio del Ruanda) e per quello dell’America Latina (di cui sta comprando il debito pubblico grazie alla connivenza di governi amici in nome del buon vecchio comunismo, sia pure riveduto e corretto); continua a stringere accordi militari ed energetici con la Russia (ricchissima di gas naturale che ben presto resterà invenduto e invertirà il senso di marcia) e con l’Iran (che deve pur vendere a qualcuno il petrolio che gli Occidentali, ufficialmente, disdegnano per via del nucleare e della sicurezza di Israele). Quest’ultimo, stranamente poco inquieto del califfato risorto alle sue porte (che, guarda caso, sta eliminando dalla regione la presenza cristiana), sbraita e punta i piedi, invece, perché il grande alleato di sempre fa incaute aperture ai Persiani… ma dovrebbe pur sapere che i Cinesi detengono almeno un terzo del suo debito estero! Con tutto questo vento in poppa, anzi, essi hanno appena lanciato, con il concorso di alcuni Paesi europei (!), una sorta di nuova “banca mondiale” concorrente della prima.

Tirando le somme, pare proprio che si debba scegliere: o sotto di loro (che comunque ci hanno già silenziosamente invaso), o nello spremi-limoni del nuovo “ordine” massonico… Certo, i primi sono ben più affascinanti, con la loro ricchissima cultura millenaria, ma risulta che il regime sia un po’ indigesto: un’oligarchia di affaristi senza scrupoli, ricchi sfondati, e un’immensa cupola burocratica la cui sola legge è la mazzetta… Per giunta, hanno ai loro ordini milletrecento milioni di persone, che saranno in pochi anni un miliardo e mezzo: un essere umano su cinque sarà cinese. Quei signori dei consorzi invisibili cui si accennava poc’anzi sono probabilmente convinti che moriranno prima di finire nella morsa di Pechino, dopo aver comunque tratto dalla situazione tutto il possibile vantaggio personale e procurato il maggior danno che avranno potuto; in fin dei conti, sono o non sono al servizio del diavolo, che vuole portarseli all’Inferno?

L’unica perplessità residua è che nell’Apocalisse si parla pur della grande bestia e delle orde invincibili provenienti da oltre l’Eufrate (cf. Ap 16, 12-14), che sembrano farle guerra per poter devastare il mondo e distruggere i cristiani; ma non ho ancora scoperto in qual modo la divina Parola alluda al pericolo giallo e al ruolo – per ora abbastanza indecifrabile – del gigante euroasiatico che fa da ponte tra i due mondi. Ciò che è certo è che la Donna vestita di sole (cf. Ap 12, 1) ha scelto proprio la Russia e attende da un secolo che Le sia consacrata. Dal canto loro gli eredi di Mao, che tengono imbottigliata la Chiesa cattolica locale, hanno il plausibile presentimento che, se il tappo saltasse, il cristianesimo dilagherebbe entro la Grande Muraglia. Vi immaginate che accadrebbe se la Cina (i cui abitanti sono più numerosi dei cattolici attuali), sotto la guida di Nostra Signora di Sheshan, spalancasse le porte a Cristo e divenisse fucina di ferventi apostoli del Vangelo? Pare proprio che in cielo abbiano preparato un piano alternativo, il nuovo ordine mariano.

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