AREA NOTIZIE

Ultime Notizie

Area Notizie

Notizie su Facebook

Notizie su Twitter

LA MILIZIA DEL TEMPIO

I poveri Cavalieri di Cristo

Storia

Restaurazione

Scopi

Spiritualità e Liturgia

Abito e Insegne

Sostenere la Milizia

GLI ORGANI
DELLA MILIZIA

Il Gran Maestro

Governo della Milizia

Membri della Milizia

ENTI COLLEGATI

La Fondazione

L'Accademia

La Casa Editrice

IL CASTELLO
DELLA MAGIONE

Il Complesso Monumentale

La Sede Magistrale

La Chiesa Magistrale

La Via Francigena

Come raggiungerci

Orario per le visite

SCAUTISMO

La Milizia e lo Scautismo

PUBBLICAZIONI

Documenti

Bollettino

SCRIVI
ALLA MILIZIA

Contatti

La Milizia nel Mondo

Cerca nel sito

Ultimi Interventi

Home page » Notizie » Caro Napolitano... ecco due idee per i marò

POLITICA ITALIANA

Caro Napolitano... ecco due idee per i marò

04/04/2012

Dopo l’invito del Colle a "chi sa solo sventolare striscioni", ecco due idee: richiamare l’ambasciatore a New Delhi e minacciare il nostro ritiro da Afghanistan, Libano e Oceano Indiano

di Fausto Biloslavo - 04 aprile 2012, da "Il Giornale"

Caro Presidente siamo rimasti stupiti dalla sua frase un po' piccata su chi sventola gli striscioni in favore dei marò. Da un politico di lungo corso come lei, fin dai tempi dell'Unione Sovietica, non ce l'aspettavamo e confidiamo che in cuor suo non voleva provocare i tanti italiani mobilitati in difesa dei fucilieri di marina nelle carceri indiane.


Per questo motivo cogliamo la palla al balzo e le sottoponiamo, come da sua richiesta, una serie di ideuzze che ci frullano per la testa. Idee che non possono prescindere dalla volontà di mostrare una volta tanto gli attributi e se necessario sbattere i pugni sul tavolo per far capire a tutti che non siamo la solita Italietta.

Prima di tutto ci chiediamo perchè la Farnesina non ha ancora preso in considerazione il ritiro dell'ambasciatore da New Delhi, che tra l'altro non ha combinato molto dall'inizio della crisi. Sarebbe un segnale forte e chiaro che non ci facciamo prendere a pesci in faccia dagli indiani di turno.
Poi bisognerebbe cominciare a mettere sul piatto la nostra presenza a Herat con quattromila uomini e 50 caduti. Per il governo indiano il non lontano Afghanistan è una spina nel fianco manipolata dal Pakistan storico avversario. La presenza dei nostri soldati serve anche ad evitare all'India un nuovo 11 settembre come quello della strage di Mumbai. Se non vogliono mollarci i due marò, che vengano le truppe indiane a sputare sangue e sudore a Herat e dintorni al posto nostro.

Non solo: la guerra con i talebani non la stiamo né perdendo, né vincendo, ma lo zio Sam ha già suonato la ritirata per il 2014.

Minacciare di tornare a casa prima provocherebbe qualche mal di testa anche a Washington. Forse gli americani, sempre categorici nel processare in patria i loro uomini, compresi i cowboy volanti del Cermis, sarebbero invogliati a far maggiori pressioni sugli alleati indiani per i nostri due marò.

Se questa prima ideuzza le sembra esagerata non dimentichiamoci che siamo presenti in Libano con 1112 uomini e comandiamo la missione delle Nazioni Unite, che non si sono distinte in difesa dei fucilieri di marina nelle galere indiane. I caschi blu di New Delhi, sotto il nostro comando, sono circa 899. Molliamo la guida della missione e torniamocene a casa sempre invitando gli indiani a sostituirci. Poi staremo a vedere come si destreggeranno i caschi blu di New Delhi con gli Hezbollah.

Se anche questa ideuzza suona come una rappresaglia troppo forte le ricordiamo, caro Presidente, che il 29 marzo, quasi un mese e mezzo dopo l'arresto di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, è partita da Taranto la fregata Scirocco. La nave della Marina militare andrà a schierarsi con la flotta della missione europea Atalanta, contro la pirateria, al largo della Somalia. Bruxelles non si è proprio strappata le vesti per i marò e la baronessa Catherine Ashton, che rappresenta l'Europa, aveva addirittura scambiato i fucilieri italiani per guardie private.
Forse ritirare immediatamente la fregata Scirocco dallo schieramento anti pirateria farebbe capire a tutti, compresi gli alleati, che non scherziamo.

Eventualmente la Marina potrebbe solo continuare a monitorare la petroliera italiana Enrica Ievoli nella mani dei pirati somali da fine dicembre. A bordo ci sono 18 uomini di equipaggio: 6 italiani, 5 ucraini e 7 indiani. Se vogliamo mostrare gli attributi qualcuno farebbe bene ad informare l'ambasciatore di New Delhi a Roma che questa volta si occuperanno gli indiani di liberare i propri connazionali. Non come è successo con la nave precedente, la Savina Caylin, dove i 17 indiani di equipaggio sono stati addirittura liberati qualche ora prima degli italiani, per evitare che i pirati se li tenessero ancora qualche mese. Un'operazione avvenuta sotto gli occhi attenti della fregata Grecale con i marò a bordo pronti ad intervenire se qualcosa fosse andato storto.

Neppure l'Onu, che pure pontifica contro la pirateria, ha preso molto in considerazione la causa dei due fucilieri italiani detenuti in India.

Condividi su

AREA RISERVATA

Username

Password

EFFETTUA LA TUA DONAZIONE

Regola della Milizia del Tempio

Divinum Officium

EVENTI:

I VENERDI’ DELLA MAGIONE

- Compleanni del mese: Dicembre

S. Messa Tridentina in Toscana in Italia e nel Mondo

Motu Proprio e Istruzione

Galleria fotografica

La Bussola Quotidiana

Corrispondenza Romana

Ecomuseo della Val d’Elsa

holyart.it - Accessori per la Liturgia

Sito registrato in:

Clicca qui per iscriverti

Le immagini presenti nel sito sono registrate e sottoposte a Copyright © ORDO MILITIAE TEMPLI E' fatto assoluto divieto di pubblicare, tutte o in parte, le immagini e/o i contenuti di questo sito, salvo espressa autorizzazione Copyright © 2002 Militia Templi