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POLITICA ITALIANA

Cardinale Bagnasco, il partito nel partito

10/08/2012

Un forte richiamo alla coerenza dei cattolici, anche di quelli cresciuti e, cioè dei cattolici "Adulti".

Venerdì, 10 agosto 2012 - 15:54:00
Di Antonino D'Anna, da "Affari Italiani"

Disse un giorno l'arcivescovo Paul Casimir Marcinkus, allora chiacchierato presidente dello IOR, che: "Se riuscirò a mettere un dito nella porta del Paradiso, Dio non potrà chiudermela in faccia". Lo stesso pensiero riaffiora irriverente adesso, ascoltando le parole del presidente dei vescovi italiani cardinale Angelo Bagnasco: che parlando di San Lorenzo nell'omelia della Santa Messa che ha celebrato oggi a Genova, riferendosi ai cattolici nella società ha affermato: "La loro presenza - com'è noto - non è codificata in formule specifiche, fatta salva la consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare, che i valori non sono tutti uguali ma esiste una interna gerarchia e connessione; che l'etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza ma il fondamento della giustizia e della solidarietà sociale; e fatta salva la memoria delle esperienze pregresse. Comunque è sempre doveroso che, nella vita pubblica, i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati, come da tempo esorta il Santo Padre Benedetto XVI e i Vescovi italiani". Insomma, anche il cardinale sembra tenere un dito nella porta della politica. E a tenerlo saldamente sembrano queste affermazioni, pronunciate poco prima nel testo dell'omelia: "La voce della cristianità e la sua opera possono avere un rilievo e un'incidenza ulteriori? Oppure devono rassegnarsi ad essere considerate delle presenze socialmente utili? (...) Non si tratta solo della forza del buon esempio - e già questa è grande! - ma anche di provocazione delle coscienze, a volte di benefica messa in crisi del proprio stile di vita o di quello collettivo; si tratta di far maturare una mentalità". Insomma, il cardinale torna ancora una volta a rafforzare l'idea di "formazione" di una classe politica, civile, culturale cattolica. Ma, per il momento, di benedire potenziali formazioni politiche non se ne parla.

C'è però una differenza, rispetto alla linea tenuta dalla CEI sino ad oggi. Il cardinale sa benissimo che il tempo della Democrazia Cristiana è passato. È passata l'epoca di Pio XII, l'austero Principe di Dio che voleva imporre alcune scelte politiche ad Alcide De Gasperi (e Alcide seppe e volle dirgli no, pagando con l'ostracismo del Papa che non volle più riceverlo in Vaticano). È per questo che non "benedice" operazioni di questo genere. Non lo fa esplicitamente, non concede endorsement ufficiali a questo o quello. Niente endorsement al partito dei preti in Sicilia (di cui Affaritaliani ha scritto ieri), né tantomeno alla Todi2, la "Cosa bianca", il partito cattolico che dovrebbe riunire in vista delle elezioni un po' di ministri dell'attuale governo (da Corrado Passera a Lorenzo Ornaghi passando per Andrea Riccardi e Renato Balduzzi) e cercare di intercettare i voti dei delusi da PD e PDL. Niente, almeno ufficialmente: poi però attenzione: diventa "sempre doveroso" che i cattolici in politica siano "sempre di più". È doveroso che ci siano: è ancora più doveroso - sembra dire - che aumentino di numero. Dunque la via del trasversalismo adesso sta cambiando: traspare un lieve ma determinante cambio di rotta, dall'essere presenti sempre e comunque (che al tempo di Camillo Ruini ha portato alla presenza di componenti cattoliche nei principali partiti di maggioranza e opposizione) all'essere in tanti, fare massa critica. Se poi ne nascerà un partito, al cardinale non interessa. O meglio: sa che non è opportuno legare la CEI alle sorti di un unico partito cattolico.

Ma ecco che nel messaggio di Bagnasco si legge un altro invito: quando il porporato osserva che i cattolici - pur non avendo un partito - hanno "consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare, che i valori non sono tutti uguali ma esiste una interna gerarchia e connessione; che l'etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza ma il fondamento della giustizia e della solidarietà sociale; e fatta salva la memoria delle esperienze pregresse". Il richiamo alle memorie pregresse (più avanti il cardinale ricorda gli statisti cattolici) è un tocco finissimo: ricordatevi della DC, chi siete e da dove venite, sembra dire Bagnasco a tanti cattolici e, tra questi, a Pierferdinando Casini e all'UDC per intero, passando per Rosy Bindi e altri "cattolici adulti". Ricordatevi sempre chi siete e comportatevi come tali, al di là di qualsiasi disciplina di partito. Perché? Perché la "consapevolezza" dei cattolici (in politica e no) è proprio quella di ricordare che "sui principi di fondo non si può mercanteggiare" e "che i valori non sono tutti uguali ma esiste una interna gerarchia e connessione". Bando alle ciance, dunque: qualsiasi sia il vostro partito, sembra dire Bagnasco, il vostro compito è essere sempre e comunque cattolici. Dal trasversalismo al partito nel partito?

 


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