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Home page » Notizie » BEATO RINALDO DA CONCOREZZO

CALENDARIO LITURGICO

BEATO RINALDO DA CONCOREZZO

18/08/2014

E' il Compatrono della Milizia del Tempio

Della nobile famiglia dei Da Concoregio, nacque a Milano fra il 1240 e il 1250; della sua giovinezza non si sa niente, lo si ritrova a Bologna all’Università dove alcuni messi lodigiani vengono a proporgli, a cominciare dall’ottobre 1286, di insegnare Diritto a Lodi; nel maggio 1287, il vescovo di Lodi lo interpella per pareri legali, questo ci fa capire che godeva fama di giureconsulto e infatti ebbe il titolo accademico di ‘magister’ nel 1295.
Nel 1289 entrò nel seguito del vice cancelliere della Curia Romana, il milanese cardinale Pietro Peregrosso, il quale visto i buoni risultati di varie missioni in Francia che portò a termine e le sue capacità, alla sua morte nel 1295 lo designò fra i suoi eredi.
Continuò la sua ascesa nella Curia Romana divenendo segretario del cardinale Benedetto Gaetani e poi cappellano del papa Bonifacio VIII. Il 13 ottobre 1296 il papa lo nomina vescovo di Vicenza, sede che raggiunse in modo burrascoso, perché nel frattempo i vicentini avevano eletto loro un altro vescovo, ma alla fine l’autorità del papa prevalse.
Ebbe in quel periodo speciali incarichi di diplomazia e arbitrato nelle contese che agitavano Francia e Inghilterra a proposito della Guienna; fu nominato da re Carlo di Valois (1270-1325), chiamato dal papa a Firenze per appoggiare i ‘Neri’, come vicario (1302) in Romagna divenendo poi rettore spirituale e temporale della Regione.
E in questa funzione si trovò coinvolto nelle note turbolenze della zona in continua guerriglia, a Forlì sua sede, scese in piazza per portare la pace, ma fu assalito e ferito gravemente, guarì miracolosamente dalle profonde ferite e continuò la sua azione ma senza successo.
Lo “schiaffo di Anagni” e la successiva morte di Bonifacio VIII (11 ottobre 1303) decretarono la caduta dell’autorità pontificia in Romagna. Nello stesso anno, morto l’arcivescovo di Ravenna Obizzo Sanvitale, il clero ignorando le disposizioni del precedente pontefice, che avocava a sé la nomina dei successori, si riunì e diviso in due partiti, elessero ciascuno un successore; il nuovo papa Benedetto XI, accolse la richiesta di quanti avevano designato Rinaldo da Concorezzo, il quale dopo essere stato sostituito nella sede di Vicenza e in quella di rettore della Romagna, nell’ottobre 1305, prese possesso della nuova sede arcivescovile.
Già nel 1307 indisse un Concilio provinciale, ricompose le pendenze con Roma ereditate dal suo predecessore, riprese l’antica pratica delle visite parrocchiali con un preciso cerimoniale. Tenne nel 1309 a Bologna un secondo concilio provinciale e un terzo a Ravenna nel 1311.
Viaggiò molto per i grandi e gravosi incarichi che riceveva sia dal papa che dal re di Francia; girò per le varie città lombarde a tentare le riappacificazioni per conto di Enrico VII, re di Germania.
Fu artefice dell’assoluzione dei Templari italiani nel Concilio di Ravenna, inquisiti e minacciati dello scioglimento dell’Ordine per volere di Filippo il Bello. Condannò insieme ai suoi vescovi suffraganei la tortura e il terrore come mezzi per ottenere confessioni, non accettandole se estorte con questi metodi e in ciò si oppose anche alla volontà del papa Clemente V che ne voleva lo scioglimento.
Del resto nel Concilio di Vienne (1311-1312) pur sciogliendo d’autorità l’Ordine dei Templari, il papa Clemente V, succube del re di Francia, dovette ammettere che nessuna delle accuse era stata provata e Rinaldo che partecipava al Concilio, ebbe così una bella conferma al suo retto agire.
Nel 1314, convocò il quarto Concilio provinciale ad Argenta, con lo scopo di recuperare i beni della Chiesa, ripristinare la disciplina del clero, dei fedeli e del culto. Un quinto ed ultimo Concilio provinciale si tenne a Bologna nel 1317.
Con imponenti lavori fece restaurare la cattedrale di s. Orso, incrementò la predicazione in lingua volgare. Dal 1314 ormai malfermo di salute si stabilì nel castello di Argenta e governò la sede episcopale di Ravenna tramite vicari, man mano estraniandosi dall’azione politica e limitandosi alla cura della diocesi.
Morì il 18 agosto 1321, forse nel suo castello di Argenta, il culto per Rinaldo è stato sempre una costante tradizione della Chiesa ravennate; in un documento del 1340 gli viene attribuito il titolo di ‘beato’; nel 1413 il francescano Niccolò da Rimini ne scrive gli ‘Atti e miracoli’; nel 1566 durante una ricognizione, il corpo fu trovato quasi intatto e con una lunga barba e così viene raffigurato.
Sue reliquie sono a Lodi, Concorezzo, Vicenza, luoghi dove è pure venerato. Il culto ufficiale fu concesso alla diocesi di Ravenna e alle altre città, da papa Pio IX, il 15 gennaio 1852.


Autore: Antonio Borrelli

 

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