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Home page » Notizie » 21° ANNIVERSARIO DELL'APPROVAZIONE E DELLA CONSEGNA DELLA REGOLA

VITA DELL'ORDINE

21° ANNIVERSARIO DELL'APPROVAZIONE E DELLA CONSEGNA DELLA REGOLA

18/11/2011

Il 18 Novembre 1990 S.E. Mons. Gateano Bonicelli, allora Arcivescovo Metropolita di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, nella Chiesa Magistrale della Milizia del Tempio consegnava ufficialmente al Gran Maestro la "Regola dei poveri Cavalieri di Cristo", Regola subito accettata e firmata dallo stesso Gran Maestro e da tutti i Cavalieri, convocati in Capitolo, e dalle Dame. Questa Regola è stata. poi, firmata da tutti i Cavalieri nel momento della Professione e dell'Investitura e dalle Dame nel momento della Donazione perpetua. La Regola viene consegnata al Postulante con l'invito a leggerla e a meditarla per almeno un mese; dopodichè, se il Postulante ritiene ancora di "sentire" la vocazione alla vita cavalleresca proposta dalla Milizia del Tempio, può chiedere di essere ammesso al Noviziato che durerà da uno a tre anni. Al termine del periodo di prova il Novizio, che si senta pronto per la Professione, ne chiederà l'ammissione con il parere favorevole del Maestro dei Novizi e del Sacerdote che lo hanno preparato, del Capitolo di appartenenza ed, infine, del Gran Maestro. Il testo della Regola si può consultare su questo sito e si può scaricare.

Carissimi,

come sapete oggi è il 21° anniversario dell'approvazione della nostra Regola da parte dell'allora Arcivescovo di Siena, S. E. Mons. Bonicelli. E' importante, allora, celebrare questo giorno nel quale la Santa Chiesa ci ha offerto lo strumento di salvezza che abbiamo scelto di abbracciare per tutta la nostra vita. E' strumento di salvezza certo proprio perchè la Chiesa con la sua autorità ce lo ha indicato come tale. E' strumento di salvezza certo perchè scaturisce e si basa sul Santo Vangelo e sulla Regola di San Benedetto attraverso la mediazione che a suo tempo svolse un altro grande santo: San Bernardo di Chiaravalle. E' strumento di salvezza certo se e solo se lo viviamo con coerenza e fedeltà.
E' importante celebrare questo giorno anche per un altro motivo. Sappiamo dai più recenti studi sulla struttura dell'uomo che la celebrazione delle feste ed il calendario giocano un ruolo fondamentale nel confermare o modificare la scala dei valori di una comunità e dei suoi singoli componenti. Nel celebrare una festa, infatti, noi riconfermiamo di fronte a noi stessi il valore che si trova al centro di quella celebrazione (ecco perchè gli atei conducono delle lotte così aspre per inserire nuove feste nel calendario civile o eliminarne di vecchie e quasi sempre di cattoliche). Questa riconferma di valore proprio della festa non avviene poi solo a livello personale, ma anche a livello comunitario, per cui un gruppo sociale si riconosce in quel valore che insieme festeggia e, di conseguenza, lo afferma pubblicamente come fondante la propria vita. Questo è il motivo per cui la Chiesa fin all'inizio della sua storia si è sempre impegnata per fare in modo che le principali feste del calendario liturgico fossero anche feste civili e, dall'altra parte, perchè dalla società fossero eliminate quelle feste che più direttamente erano legate al culto pagano.
Se ci pensiamo bene funziona un pò come con i sentimenti. All'inizio non si può fare a meno di manifestare il proprio affetto alla persona cui vogliamo bene. Con il passare del tempo questa esigenza diventa meno forte, anche se non sparisce mai del tutto. E' proprio in questa fase che diviene fondamentale ribadire i nostri sentimenti alla persona amata, non tanto per farle piacere (anche se non guasta), ma soprattutto per rinnovare la freschezza del sentimento nel nostro cuore. Il cuore dell'uomo è mutevole, lo sappiamo, e per questo i valori fondanti della nostra vita vanno continuamente ribaditi a noi stessi e davanti agli altri. Diceva un padre al figlio in un romanzo americano degli anni ottanta: "Dì sempre ti voglio bene alle persone cui vuoi bene, perchè è giusto e perchè così te lo ricordi anche tu".
Cerchiamo quindi in questa giornata di riscoprire il valore della Regola nella nostra vita; cerchiamo di capire se ed in che misura la nostra vita è davvero costruita sulla Regola. Cerchiamo anche di comprendere in modo più profondo il valore aggiunto che la Regola conferisce alla nostra persona in modo da essere sempre più uniti alla Persona Divina di Gesù. Sfruttiamo questa occasione anche per un salutare esame di coscienza, per vedere se, in qualunque modo, abbiamo messo la Regola da parte, l'abbiamo dimenticata, abbiamo smesso di praticarla e di misurare onestamente su di lei le nostre scelte di vita. Ne usciremo raffozati e ringiovaniti nello stesso senso in cui la Chiesa afferma la propria giovinezza all'inizio della celebrazione del Santo Sacrificio della Messa: "Introibo ad altare Dei, ad Deum qui laetificat juventutem meam". In una società che ha fatto del giovanilismo, con tutti io suoi eccessi (di costi e di energie gettate al vento), la propria ossessione, dobbiamo riscoprire dove sta la vera ed eterna giovinezza dell'essere umano.
A questo scopo, infine, ricordiamo a tutti i Cavalieri toscani l'impegno di questa sera (è il 3° venerdì del mese) di ritrovarsi alla Magione per il primo incontro sul romanzo "I tre frati ribelli" di M. Raymond che abbiamo scelto per il cammino di questo anno. Ai Cavalieri che vivono fuori della Toscana, invece, raccomandiamo di fissare quanto prima le date del loro incontro mensile (ci riferiamo ai Cavalieri del Nord d'Italia) o almeno di dedicare, magari in compagnia di qualche interessato alla Milizia, qualche tempo alla lettura meditata di questo testo.
A tutti auguriamo un buon anniversario di approvazione della Regola.
La Precettoria Capitana

 

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